Antonello Battaglia, Viaggio nell'Europa dell'Est. Dalla Serbia al Levante ottomano

Viaggio e viaggiatori, una lunga storia che abbraccia spazio e tempo, collega mondi lontani, culture diverse, idiomi e che caratterizza da sempre l’identità dell’uomo. Esploratori, avventurieri, pellegrini, missionari, intellettuali, touristes, diplomatici a cui aggiungere anche gli addetti e i delegati militari. I verbali e le relazioni di viaggio di questi ufficiali del Regio Esercito, custoditi presso l’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’esercito, oltre alle note di servizio,
sono ricchi di dettagli, di cronache particolareggiate sulle terre percorse e visitate. Impressioni, commenti, previsioni e spunti personali dei militari che viaggiano per conto del ministero della Guerra. Il maggiore Attilio Velini fu inviato in Serbia come delegato italiano della commissione per la delimitazione dei confini serbi (1879) e, in quei convulsi mesi, ebbe l’opportunità di viaggiare e conoscere i tratti salienti del principato cogliendo appieno il crescente panserbismo e le sue possibili derive future. Dieci anni dopo, il colonnello Dal Verme effettuò lo stesso viaggio, spingendosi però più a est, fino a giungere a Costantinopoli e a rientrare in Italia per Corinto e Corfù.
Questi viaggi rientravano in un programma ben preciso dei vertici militari, in un segmento temporale, 1879-1889, in cui la penisola balcanica acquistava progressivamente importanza agli occhi del governo di Roma

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